Bloomberg afferma che anche in un mondo senza guerre «il mondo fatica a produrre il petrolio di cui ha bisogno».
( Articolo originale: The Era of Expensive Oil Is Here to Stay )

I nuovi flussi petroliferi allargano il solco tra blocco atlantico ed euroasiatico, cambiando di fatto i rapporti di forza a livello globale

  1. Petrolio
  2. Gas Naturale
  3. Carbone (se ne parla poco ma é ritornato di strettissima attualitá)
  4. Repowering EU
  5. Tassonomia
  6. Materiali di base
  7. ecc
  1. I flussi internazionali di forniture energetiche (petrolio, gas naturale e carbone in primo luogo) stanno rivelando un'inattesa flessibilitá, vale a dire una redistribuzione geografica che procede con un passo estremamente rapido e non previsto
  2. Le sanzioni imposte da molti Paesi occidentali alla Federazione Russa (causa guerra in Ucraina) hanno lo scopo di bloccare la rendita mineraria russa. L''occidente era certo di ottenere questo obiettivo ed in pochissimo tempo, ma le cose non sono andate come ipotizzato. Non stanno andando come previsto sia da un punto di vista quantitativo, sia con la velocitá con cui avviene Qualcuno diceva: I giorni pesano come le settimane, le settimane come i mesi, i mesi come gli anni.
  3. La Federazione Russa é diventata il primo fornitoer di greggio della Cina, ed anche l'India sta aumentando di molto gli acquisti di petrolio russo
  4. Considerando petrolio e gas, la Federazine Russa ha cessato (per il momento) di essere il principale fornitore di gas naturale per l'Italia, con una diminuzione delle vendite del 25% rispetto al 2021. L'Italia si approvvigiona per il 41% dei propri consumi di energia primaria attraverso il gas naturale, la fonte da noi piú utilizzata, uno dei Paesi che ne fa piú massiccio uso al mondo. Accenno ad Enrico Mattei ucciso nel 1962
    A livello Europeo il consuno di gas raggiunge il 25% dei consumi totali, mentre le fonti fossili nel loro ocmplesso (dati Statistical Review of World Energy), l'82% dei consumi a livello mondiale sono coperte dalle fonti fossili:
    1. Petrolio 31%
    2. Carbone 26%
    3. Gas naturale 25%

Questo per avere una visione di insieme di cosa significhi "Transizione Energetica" e di quanto siamo indietro, in virtú anche delle conseguenze del conflitto in Ucraina. Le quantitá e rapiditá con cui gli scambi di beni energetici si stanno riconfigurando, sono forse il segnale di una piú generale modifica dei processi mondiali di integrazione commerciale e produttiva. Per ora possiamo solo intravedere o accennare, solo nei mesi a venire potremmo farci un'idea migliore.
Comunque tra le prime considerazioni si puó accennare a quella che da una parte si potrebbe chiamare una nuova Cortina di Ferro, quella tra l'Unione Europea da una parte e la Federazione Russa dall'altra, cioé tra quei Paesi dove stanno venendo sempre meno quei rapporti Commerciali ed Energetici che prima avevano luogo, e dall'altra riflessione é il rafforzamento di certe alleanze (Federazione RUssa a Cina, importante sia geopoliticamente sia ideologicamente) e la nascita di nuove alleanze (Federazione Russa e India, quest'ultima ha sostituito la Russia all'Arabia Saudita come principale fornitore di Greggio). (L'Arabia Saudita segue con poco meno di 2 mln di barili al giorno (crollati momentaneamente l'ultimo mese a 1,4 mln di Barili). La Cina ha sempre avuto l''Arabia Saudita come principale fornitore di Greggio negli ultimi 20 anni, la Cina importava pochissimo Greggio dalla Russia fine degli anni 90, ma inizia poi ad importare sempre piú ed in costante aumento dall'era di Putin e dei Sinloviki (vedi riferimento ideologico).
Anche l'India, nonostante le forti pressioni pubbliche avanzate degli Stati Uniti d'America al GOverno del Primo Ministro Narendra Mod, ha fortemente incrementato l'importazione di Greggio (che sembra non colpire i nostri rappresentanti, oppure ne sono profondamente spaventati) passando da 66.000 di Barili (2022/03) a 819.000 mln di Barili (2022/05), a giugno si prevede il superamento del milione.
E tutto questo con Antony Blinken ( Segretario di Stato sotto l'amministrazione Biden) che sbraita in diretta pubblica con i rappresentanti di fianco dicendogli che loro non devono comprare Greggio russo gli Indian che gli rispondono che decisono loro da chi e come comprare. (come é cambiato il mondo!).
Certo la Russia sta effettuando degli sconti sia per l'India che per la Cina, circa 20$/30$ al Barile applicato alla qualitá russia di Greggio Urals, i RUssi hanno fatto una mossa intelligente (pagandone il prezzo) vendendo un BArile di Greggio scontato di 20$/30$, tanti soldi che non entrano nella Federazione Russa, noi Europei in questi mesi abbiamo avuto un prezzo per Barile di circa 110$, la Russia ha il Breaking even Point (cioé prezzo di pareggio fiscale) attorno ai 45$ al Barile, cioé se i RUssi in un anno sanno che il prezzo del Barile non scende sotto i 45$, loro hanno coperto tutti i loro costi e quindi posso usare il surplus per stato sociale, fondi ecc. (dopo il 24 febbraio 300mld $ che abbiamo sequestrato ai Russi nelle nostre banche occidentali, una partedei 630mld $ che la Russia ha accumulato dalle entrate bderivanti dalle vendite, ße depositata per ragioni tecniche nelle appunto nelle banche occidentali).
Ad aprile in Asia sono state importate piú forniture Russe che in Europa, 71.700,000 Barili al mese, un rimescolamento/redistribuzione straordinario se si pensa che all'inizio del 2022 il 75% del petrolio Russo veniva assorbito dal vecchio continente.
Due conclusioni:
Per ció che attiene la nuova Cortina di Ferro (vedo sopra), qualcuno lo ha anche scritto (analisti di Kepler ), alcuni degli acquirenti in Asia sono piú interessati all'economia rispetto ad una posizione politica, cioé a quei 20/30$ di sconto al barile (per un Paese povero come l'India fa la differenza).
Questa considerazione é corretta ma insufficiente.
In questo cambiamento epocale degli equilibei mondiali non é realistico pensare che ci siano solo delle convenienze economiche, bensí ci sono anche delle precise ed oculate scelte politiche.
Il 2 marzo all'Assembrea generale dell'ONU si é votato per la condanna della Federazione Russa in merito all'invasione dell'Ucraina. I nostri mezzi di informazioni hanno descritto ció in una maniera molto semplice: "La Russia é in un angolo e rimarrá sola". Con ció la stragrande maggioranza dei Paesi che ha votato a favore della risoluzione (cioé per la condanna della RUssia) é il cosiddetto mondo libero (occidentale).
Peró facendo un'analisi qualitativa dei motivi dei Paesi che hanno votato contro (quindi pro Russia)o che si sono astenuti, per quanto attiene al tema dell'energia, le cose non stavano proprio cosí, perché la metá dei cosiddetti rappresentanti dell'OPEC Plus (nuova organizzazione che include produttori OPEC e non), si astenne dalla votazione per la condanna verso la Russia.
A chi si occupa di enegia subito si é acceso un campanello di allarme, e si cominciarono a domandare il perché di tale condotta, domande del tipo: Come mai la metá dei produttori OPEC si é astenuta ? Si parla di Paesi come Algeria, Angola, Congo, Iran, Iraq, Kazakistan, Venezuela ecc. ma questo é un aspetto sul quale noi del cosiddetto mondo libero, civilizzato (e lasciano intendere con supponenza anche piú evoluto) non abbiamo minimamente riflettuto.
Ma anche i piú grandi importatori di enegia al mondo, il primo (la Cina con oltre 10 mln di barili di petrolio al giorno) ed il terzo (l'India', con circa 4 mln di barili di petrolio al giorno)
. Il tema dell'energia ha svolto il ruolo di lente d'ingrandimento della realtá.
Ad oggi, all'interno di OPEC e OPEC Plus, non pare che ci sia una spaccatura tra Arabia Saudita e Russia, nonostante la Fedeerazione Russa negli ultimi messi abbia calato la produzione di petrolio e non sia stata rispettosa delle quote da rispettare.
Conclusioni: 1) SI é parlato molto dell'assassinio del Primo Ministro Giapponese, ma pochissimo dell'improvvisa morte di del presidente dell'OPEC Nigeria's Barkindo, i pochi mezzi di informazione che ne ne hanno parlato accennano cause non chiare, ma poche ore prima era in una conferenza pubblica in perfetta salute, certo la morte puó sempre sopraggiungere inaspettata, ma per ora teniamo da parte questo dato/evento per capirlo meglio il prossimo futuro.
Un narrazione geopolitica presenta due limiti, di cui occorre sempre essere consapevoli, va bene coniugare Geografia Economica e Politica, ma i limiti sono rappresentati dal fatto che:
1) Evoluzione economiche del sistema capitalistico ( non cambia nella sua sostanza di accumulaizone illimitata, ma si evolve in continuazione e presenta sempre novita)
2) La differenza tra Paesi e Classi Sociali, le quali esistono all'interno di ogni Paese, e le conseguenza che le diverse classi sociali subiranno come conseguenza economiche di tutto ció non sará uguale, in quanto c'é chi vive di profitto, di rendita o di salario diretto o differito (pensioni) e c'é chi vive di interessi.

Quindi occorrerebbe considerare anche i due suddetti aspetti per avere una visione piú consapevole del sistema sociale in toto.